Keep in touch !!! Ho un nuovo blog su una nuova piattaforma Wordpress.
Lì ci saranno i miei nuovi post.
Il nuovo FEED CHE RIMPIAZZA QUELLO VECCHIO E'
http://nuovo.enricograzzini.it/?feed=rss2
TENETEVI COLLEGATI NON VOGLIO PERDERVI E IL NUOVO BLOG SARA' MIGLIORE DI QUELLO ATTUALE.
SIA NEI CONTENUTI CHE NELLA FORMA!!!
A PRESTO!!!
Personalmente sono indignato. No, l'autoregolamentazione delle banche non ha funzionato: e nessun altro le ha controllate. Né autorità né governi. Avrebbero dovuto. Brecht si chiedeva che cosa fosse rapinare una banca in confronto al fatto di fondarla. Non credevo che avesse ragione. Ma ora: sui fondatori non so, ma sui responsabili delle speculazioni finanziarie ha certamente ragione lui. La differenza è forse che i rapinatori vanno spesso in galera, gli speculatori mai (o quasi). Il rischio naturalmente è che la crisi diventi sistemica e che affondi anche le economie europee più di quanto già non soffrano. Non illudiamoci: la crisi colpirà tutti, ceti popolari e ceti medi! Per colpa di trucchi e piramidi finanziarie, soffriremo tutti.
Luciano Gallino ci spiega in maniera chiara e diretta sulla Repubblica di ieri i trucchi degli speculatori. Naturalmente occorre distinguere tra finanza buona e produttiva e finanza puramente speculativa. Ma il fatto è che miliardi di buchi appaiono improvvisamente dal nulla; e che i buchi sbucano da speculazioni fatte soprattutto da società "veicoli fuori bilancio" (cioè fatte apposta per truccare legalmente i bilanci); che le operazioni vengono fatte con leve finanziarie da 40 a 1; ecc, ecc. Quindi crolli a catena. E' venuto fuori che l'ingordigia dei responsabili delle grandi banche d'affari e di altre società finanziarie è senza fine. L'ingordigia però è stata premiata: c'è chi festeggia dopo essere stato licenziato, avendo già guadagnato centinaia di milioni di dollari. Purtroppo non è demagogia ma realtà.
Stanno crollando le banche americane, e qualcuna di quelle europee, ma ci rendiamo conto??? Con i 700 miliardi di dollari che occorrono per salvare le banche si potevano comprare le case a tutti gli americani (neo-immigrati compresi) e con giardino e box e piscina .... La proposta di fare un fondo da 700 miliardi è fatta per salvare l'economia o gli speculatori?
Non è la fine del capitalismo, ma è il crollo per quanto riguarda la credibilità dell'etica degli affari, e dell'etica tout court. Ed è la fine del liberismo ultrasemplicistico e illusorio, quello dei grandi guru delle esclusivissime università americane e dei prestigiosi think tank che sostenevano che il mercato si autoregolamenta da solo, senza regole esterne. E bacchettavano gli altri. Infatti ....la mano invisibile del mercato .... Le regole valgono quindi solo per i comuni cittadini? Il mercato va benissimo, ma abbandonato a sé stesso crolla.
E' finito il "pensiero unico", il culto del mercato fine a sé stesso, e deve finire l'intolleranza per chi non aderisce al pensiero unico.
Giulio Tremonti dice ..... silete economisti, fate silenzio!!! per anni non avete previsto nulla e siete stati zitti di fronte al disastro!!! Ha perfettamente ragione. Anche la maggioranza dei media non ha avvertito, non ha funzionato da "cane da guardia" dell'economia. Tutti presi di sorpresa. Peccato che poi nel suo libro Tremonti proponga come soluzione ... un ritorno ai valori cristiani. Ma il "capitalismo religioso" all'americana non può certo risolvere la crisi. Tuttavia Tremonti qualcosa dice e propone. Meglio l'industria della speculazione.
Invece il centro-sinistra italiano, ultimo arrivato ad apprendere le virtù del mercato, non dice nulla o quasi. Di fronte alla crisi finanziaria il centro-sinistra sembra ancora più impreparato della destra. Ma occorre cominciare a ripensare seriamente come salvare e fare ripartire diversamente l'economia.
ATTENZIONE ENTRO QUALCHE GIORNO CAMBIO PIATTAFORMA BLOG.
l'INDIRIZZO RIMARRA' LO STESSO MA I FEED CAMBIERANNO.
VI AVVISERO' DELLA NOVITA' PER TEMPO, IN MODO CHE POSSIATE RINNOVARE I FEED
GRAZIE
Straordinario: in generale dalla lettura dei quotidiani di oggi - salvo poche eccezioni - sembra quasi che spendiamo troppo nell'educazione e che spendiamo male. Lo direbbe l'OECD, l'organizzazione dei 30 paesi più sviluppati nel mondo. E sembra che quindi il governo faccia bene a tagliare i fondi per la scuola. Niente di più sbagliato!!! Invece l'OECD indica chiaramente che spendiamo troppo poco!!! e anche male !!!. Ve lo dimostro: guardate questa diapositiva
dell'OECD: dice che siamo nettamente sotto la media dei Paesi più avanzati, che spendiamo per l'istruzione il 5% del PIL contro una media del 6%.
Quest'altra diapositiva
ci dice che i paesi scandinavi sono quelli che hanno l'università gratuita, e che danno anche tutte le agevolazioni per andare all'università e, aggiungo io, sono in testa alla graduatoria degli studenti più preparati e in testa alla classifica delle economie più competitive. Perché non prenderli come riferimento? Le università americane sono assai più costose anche se gli studenti ricevono molti sussidi, che però poi in generale devono ripagare caro. Ma chissà perché il nostro modello è sempre e solo quello americano. Va bene il modello Usa per l'innovazione e per l'hi-tech ma non funziona tanto per le università. Sapete quanto costa la tassa di iscrizione a Stanford? 35 mila dollari (poi ci sono le altre spese) ! Meglio per noi il modello scandinavo !!!
Questa diapositiva
ci dice che abbiamo il più basso numero di laureati tra i paesi avanzati: cioè dobbiamo incentivare i giovani ad andare nelle università e non scoraggiarli !!! se vogliamo essere competitivi !!!
Poi ci sono altre due diapositive interessanti: la prima
ci dice che all'università ci arrivano pochi figli di blue collar e la seconda che invece ci vanno molti figli di laureati.
Insomma, la scuola non livella la società, ma anzi per molti aspetti riproduce i dislivelli sociali e li alimenta. E le diapo indicano che i "migliori" sono quasi sempre quelli già privilegiati socialmente. E tutti gli esperti dicono anche che per promuovere i ragazzi svantaggiati bisogna investire molto nelle scuole primarie e secondarie, cioè nelle elementari e nelle medie ... .... ... dove invece il governo taglia !!!
Per rendere davvero più egualitaria e più di qualità, cioè meritocratica, la scuola, il 6 per tutti non va proprio bene. Ma il problema è che non va neppure bene ... il maestro elementare unico e il taglio delle spese imposto dal ministro dell'istruzione !!! E' un taglio sul futuro del Paese. Vogliono riportarci indietro con argomenti post-moderni, ultramoderni ... ma ... falsi !!! Non si può fare la riforma della scuola contro gli insegnanti. O magari vogliono che i nostri figli si iscrivano alle scuole private .... per sfuggire alla maestra unica. Il centrosinistra ha fatto poco o nulla per la scuola; ma il centro destra rischia di peggiorarla. Ma rovinare il pubblico per incentivare il privato non è una bella strategia. Occorre investire di più, soprattutto nelle università, e migliorare la qualità dell'insegnamento.
Adesso finalmente (quasi?) tutti sono d'accordo: perché Telecom svolti, bisognerebbe scorporare la rete, e in particolare la rete fissa. L'alternativa è: cedere a Telefonica o scorporare la rete? Molto importante: il presidente della Commissione Trasporti della Camera, Mario Valducci, di Forza Italia, ha detto che per il bene del paese la rete andrebbe scorporata e resa pubblica, proprio come la rete Terna del gas. Finalmente! Lo scorporo appare alla fine come l'unica soluzione per avere vita propria e possibilità di sviluppo. Telecom non va male, ma non va neppure bene, e soprattutto è ferma in un settore in cui invece corrono tutti. Telecom è un asset centrale per l'industria nazionale, per l'innovazione e per la sicurezza. Vorrei ricordare che parecchi paesi avanzati possono cedere le loro linee aeree ma nessuno ha ceduto la rete di Tlc. La rete dovrebbe essere scorporata e quotata. Telecom potrebbe mantenere una quota rilevante, anche di maggioranza, ma la rete dovrebbe aprirsi ad altri soci, anche partecipati dal capitale pubblico (c'è il fondo di Vito Gamberale F2i).
Tre questioni:
- quando scorporare?
- basta lo scorporo per risolvere i problemi di Telecom?
- chi ha suggerito per primo lo scorporo della rete?
Cominciamo dalla prima questione: prima si scorpora e meglio è. Le reti fisse si svalutano rapidamente perché il wireless avanza, non solo per la voce ma sempre più velocemente anche per le connessioni Internet a banda larga. Se occorre fare lo scorporo, bisogna farlo subito, siamo già in ritardo.
Secondo problema: basta scorporare la rete per rilanciare Telecom? no, non basta. Telecom dovrebbe effettuare una svolta radicale: il business delle reti è capital intensive, è un business fatto di "tubi" e di tecnologie standard, un mercato tendenzialmente monopolista e ultra-regolato. I profitti sono ultraregolati, perché nelle reti fisse il monopolio è garantito. Il business delle reti dipende dalla politica. Ma il vero business si fa nei servizi, nei motori di ricerca, nella pubblicità on line fissa e mobile, nei Web Services per le piccole e medie aziende, nell'e-commerce e nell'e-payment. I servizi sono un mercato ad alta intensità di brain, di cervelli, e l'Italia è piena di idee e di cervelli. C'è l'Open Source e sulle piattaforme aperte si possono costruire business globali e locali. Non occorrono tanti soldi, occorrono ottime idee e tanto coraggio. Questa sarebbe la vera svolta! finalmente qualche prodotto/servizio nuovo per il mercato da parte di una società italiana di tlc - o di un suo spin off- !!
Terzo problema: chi ha suggerito per primo la soluzione al rebus Telecom? Adesso che il governo sembra (forse ...?) orientato a scorporare la rete, c'è la buffa corsa a chi è più bravo. Da anni, Massimo Mucchetti, Stefano Quintarelli, e anche io - basta guardare il mio tag Telecom e Telefonica per rendersene conto - e altri diciamo che lo scorporo della rete è una soluzione praticamente senza alternative. Qualche giorno fa anche Raffaele Barberio, direttore di Key4Biz, ha fatto un appello importante in questo senso. Ma lo dicevano anche il vituperato Piano Rovati - che adesso però non è più vituperato -; e prima ancora lo suggeriva Francesco Chirichigno, ex ad di Telecom Italia, aggiungendo che era meglio se la rete fosse pubblica. Ma prima di tutti l'hanno detto le banche d'affari e gli uomini di finanza, per ridurre il debito e aumentare il valore delle azioni Telecom. Ora c'è il nodo Telefonica. E alla fine deciderà il governo.
Avanzano leggi autoritarie che mettono in crisi lo Stato di Diritto, i fondamenti costituzionali della nostra Repubblica, come la libertà d'espressione e l'eguaglianza dei cittadini di fronte alla Legge. Se passeranno le nuove leggi proposte dal governo non esisterà praticamente più il diritto di cronaca sulle indagini giudiziarie e i vertici politici saranno al riparo dalla Legge - non solo per le loro attività politiche, come sarebbe giusto, ma, anche per gli eventuali reati che hanno commesso come semplici cittadini -. Le caste si rafforzano.
La Magistratura avverte che le proposte governative (se passeranno) metteranno a rischio la sua indipendenza e neutralità e, molto concretamente, centomila processi. Altro che indulto ... La magistratura non sarà più efficiente, solo meno libera.
Non giriamoci attorno: senza magistratura indipendente ed efficiente e con una magistratura impotente e vincolata dai politici e dai poteri forti, non ci sarà nessun sviluppo economico ma solo tanta corruzione in più. E' la magistratura che vigila sulla correttezza delle operazioni economiche, come dimostrano i casi Parmalat, gli scandali finanziari italiani e anche i recenti arresti a Wall Streeet per la crisi dei subprime. E' la magistratura che sanziona le attività criminali che impediscono, al sud soprattutto ma anche al nord, lo sviluppo delle attività economiche regolari e avanzate, e che frenano gli investimenti esteri.
Sia la destra che il centro che la sinistra dovrebbero contrastare le proposte che vanno contro la sicurezza dei cittadini e contro l'indipendenza della magistratura (e dei media).
E' possibile contrastare le attività criminali - grandi e piccole - migliorando l'efficienza delle istituzioni preposte alla sicurezza interna dei cittadini - come la Magistratura e la Polizia - mentre mettere l'esercito di pattuglia sulle strade nel migliore dei casi è solo una mossa propagandistica che ci stacca dall'Europa.
Non mi sembra un bel modello di democrazia. Mi sembra una deriva autoritaria che non porterà nulla di buono, anzi!!!, sia sul piano democratico che su quello delle prospettive di sviluppo economico.
Senza stampa, media e magistratura pienamente liberi e indipendenti non ci sarà il tanto agognato sviluppo economico. Noi non abbiamo le materie prime e il petrolio come Putin, possiamo competere solo sviluppando le 3T, Tecnologia, Talenti, Tolleranza, cioè l'economia immateriale delle intelligenze.
Mi sembra che di fronte alle proposte del governo ci sia un troppo assordante silenzio dei media, a parte poche importanti eccezioni. I giornalisti giustamente minacciano sciopero. Ma gradirei più indipendenza dei media di fronte al potere politico. I media non dovrebbero difendere innanzitutto la libertà dei cittadini a essere informati di tutto, anche delle indagini?
Difendere la Libertà di informare è giusto come difendere la Privacy dei cittadini. Senza libertà di informare non c'è neppure sviluppo economico sostenibile, il quale è sempre basato su libertà diffuse e su regole condivise (e non imposte).
Perchè non prendere a modello le democrazie scandinave, che sono più competitive ma anche più eque, civili e molto democratiche? Preferirei vivere in un Paese dove le libertà individuali e sociali sono tutte pienamente rispettate - anche per i semplici cittadini e non solo per i politici -, dove c'è una politica dell'immigrazione dignitosa e produttiva, dove la competizione si gioca non sui bassi salari ma sull'innovazione e soprattutto dove c'è piena democrazia.
Perchè da noi si propone di abbassare gli stipendi e i salari - questo infatti vuole dire l'inflazione programmata all'1,7% - ma nessuno promuove la partecipazione dei lavoratori - anche e soprattutto dei lavoratori della conoscenza - alla gestione e allo sviluppo delle imprese? Cioè nuove forme di democrazia economica per fare avanzare l'innovazione e il pieno impiego della materia grigia ?
Si sta aprendo in Europa l’era dell’edicola elettronica mobile. L'esperienza più avanzata è quella francese di Orange che descrivo nella rubrica che tengo sui Nuovi Media nel magazine Prima Comunicazione in edicola questo mese. Ecco l'abstract del mio pezzo sull'e-book francese:
da circa un mese Orange, il brand per i servizi mobili di France Télécom, ha iniziato a sperimentare un servizio di distribuzione di quotidiani in mobilità chiamato Read&Go, cioè leggi e vai. Alla sperimentazione partecipano già alcuni tra i principali giornali francesi: Le Monde, Le Parisien, Les Echos, L’Equipe, Telerama. Orange vuole aprire Read&Go anche agli altri quotidiani francesi, compresi quelli gratuiti, e agli editori di libri.
L’e-book reader, cioè la tavoletta elettronica per sfogliare giornali e libri, è fornita da iRex Technologies, una società del gruppo Philips Electronics; è spessa circa un centimetro e mezzo e misura 22 x 26 centimetri; sul suo monitor si possono leggere facilmente i caratteri neri di testo su sfondo bianco. L’interazione è assicurata da una penna elettronica, mentre Kindle, l’e-book di Amazon (concettualmente simile a Read&Go ma per ora limitato al mercato statunitense), ha invece una tastiera qwerty, come quella dei computer. I quotidiani saranno aggiornati ogni ora, verranno trasmessi via rete mobile umts e wi-fi, e il terminale potrà immagazzinare un miliardo di caratteri, ovvero circa 200 giornali alla volta. Si tratterà insomma di una vera e propria edicola elettronica portatile.
Annunci analoghi (ma con altri sistemi) sono stati fatti anche dalla catena di distribuzione Fnac in partnership con Sony, e da Sfr, il gestore mobile concorrente di Orange. La sperimentazione di Orange terminerà a luglio e allora verranno decise le modalità concrete di commercializzazione del servizio e i prezzi per il pubblico. Alcuni studi indicano che solo in Francia gli abbonati ai giornali mobili saranno dai 2 ai 4 milioni già nel 2010 su un totale di circa 53 milioni di telefonini. In Italia La Stampa lancerà a settembre il giornale a pagamento ricevibile via pc e sul lettore iRex. Ma il quotidiano sarà scaricabile solo da Internet e non verrà distribuito – almeno per ora – da nessun gestore mobile. Vedremo se in futuro Tim o Vodafone o Wind o 3 Italia riprenderanno l’esperimento di Orange accordandosi con gli editori italiani.
Propongo (almeno) un minuto di silenzio per ricordare con rispetto i 140 morti, tra bambini, donne e uomini, che hanno cercato di arrivare in barca in Italia, nella civile e avanzata Europa, scappando da guerre, fame, miseria e sfruttamento inumano.
Un minuto di silenzio e vergogna. In quel minuto sarebbe opportuno che ripensassimo la nostra politica di immigrazione, di integrazione, la politica italiana ed europea. Chiudiamo la porta a chi vuole un lavoro e una speranza, a chi può sviluppare la nostra economia: in questa maniera incoraggiamo purtroppo l'immigrazione clandestina che non si fermerà neppure di fronte alla morte.
C'è una differenza abissale tra il mercato del lavoro e quello dei capitali: infatti accettiamo l'apertura e la liberalizzazione selvaggia, completamente senza regole, del mercato dei capitali - 60 arresti per truffa oggi a Wall Street!!! -. Porte aperte per la speculazione, mentre le porte sono chiuse per chi vuole lavorare e creare ricchezza.
Apertura incondizionata al mercato dei capitali e chiusura verso chi vuole lavorare. Due pesi e due misure. Con i morti in mare.
Ferruccio De Bortoli, direttore del Sole24 Ore ci ricorda in un editoriale di qualche giorno fa che se l'attuale disegno di legge sulle intercettazioni fosse stato già vigente, non avremmo mai saputo delle malefatte della B. Popolare di Lodi ai danni dei correntisti e non sapremmo nulla della Clinica degli Orrori di Milano, ovvero i correntisti magari continuerebbero tuttora a essere imbrogliati e gli orrori potrebbero essere ancora possibili. De Bortoli ci ricorda che l'opinione pubblica ha il diritto di essere informata tempestivamente sui fatti della vita pubblica. E che la proposta di legge del governo va nella direzione contraria e quindi danneggia i cittadini. La privacy - la riservatezza sulla vita privata - va tutelata ma certamente non a scapito del diritto a dare e ricevere informazioni sulla vita pubblica.
Altro che tutela della Privacy!!! qui c'è in ballo qualcosa di diverso: la possibilità di avere e dare ai cittadini informazioni essenziali per la loro stessa vita, i loro averi e le loro attività, anche se di mezzo ci fossero i potenti.
Nelle società democratiche e liberali, dove vige la separazione dei poteri e dove i poteri sono bilanciati e controllati, l'industria dell'informazione dovrebbe avere un ruolo essenziale nel criticare autonomamente e tempestivamente le malefatte e gli abusi, e nello stimolare criticamente i poteri pubblici a favore dei cittadini. Come è noto non sempre questo ruolo viene svolto in maniera autonoma ed efficace, i vincoli sono già numerosi: ma con le nuove leggi proposte dal governo l'informazione verrebbe ulteriormente e gravemente limitata.
Anche la magistratura ha un ruolo essenziale nel fare rispettare le regole uguali per tutti. Secondo le attuali proposte invece i vertici dello Stato dovrebbero essere al riparo dalla Legge - che varrebbe per tutti gli altri normali cittadini -. Proprio come il Re Sole dell'Ancien Regime.
Ma questo governo non prometteva di essere liberale? Ritorniamo invece a una sorta di monarchia costituzionale? Una monarchia opaca e poco liberale che vorrebbe controllare l'informazione e la stampa? Comunque l'Economia della Conoscenza può svilupparsi solo in un clima generale di libertà e di libertà d'informazione in particolare, di rispetto delle regole condivise, di critica aperta e serrata, di confronto e di tolleranza. Altrimenti continua il declino, sia democratico che economico.